Naturalmente il tutto esteso ad ogni essere umano e non solo riferito ai cittadini.
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natura, cultura ed ...... emozioni nel Parco Nazionale del Pollino
01/10/2009 Alluvione di Messina: 25 morti, 40 dispersi, 29 feriti, 564 sfollati
06/04/2009 Terremoto in Abruzzo : 287 morti, 1.500 feriti, 70.000 sfollati
Voglio ricordare queste tragedie attraverso le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che in visita a Potenza, commenta così l’alluvione di Messina: ''o c'e' un piano serio che investa, piuttosto che in opere faraoniche, per garantire la sicurezza in queste zone del paese o si potranno avere altre sciagure''.
Tornatore rappresenta la città di “Baarìa” che assiste, vive e racconta, anche ad esempio attraverso la sua trasformazione urbanistica, ma soprattutto attraverso le vicende di una delle sue famiglie, un secolo di storia, dal ventennio fascista fino agli anni 70, visto dalla prospettiva della cultura siciliana ma certamente estendibile nei tratti caratterizzanti a tutto il Sud e a tutta l’Italia. Si susseguono le vicende dei personaggi che sono rappresentative della civiltà e povertà contadina negli anni della guerra, della liberazione dal fascismo che aveva derubato a costretto alla guerra (scena in cui la popolazione assale il municipio), del rapporto con gli americani sbarcati per la liberazione (scene del paracadute regalato e trasformato in vestiti per i bambini e “accatta è ddollari”), dello sviluppo della cultura comunista come strumento per opporsi alla mentalità mafiosa, (scene della nonna che dice al bambino che vota comunista solo perché il comunismo è contro la mafia e dell’occupazione e ridistribuzione delle terre), dell’opposizione alla mentalità chiusa (Peppino che rapisce Mannina per sposarla contro la volontà della famiglia di lei), della difficoltà di affermare idee nuove in una cultura tradizionalista e la mancanza di memoria collettiva (Peppino che ritorna dopo l’emigrazione in Francia e i compaesani che lo vedono con la valigia gli chiedono se stà partendo perché non si sono accorti della sua assenza rimuovendo quindi il ricordo delle battaglie combattute in passato), del binomio mafia e politica (l’assessore all’urbanistica cieco) e di tutta la bellezza della cultura siciliana nell’idea di famiglia (i numerosi figli di Peppino e Mannina che saranno comunque considerati da alcuni sempre e comunque ‘figli del comunista'), nelle superstizioni e premunizioni (le sciagure delle uova rotte e dei serpenti neri), nell’arte e in tutte le caratteristiche dei personaggi raccontati.Partendo da Casa del Conte (m. 1100) e salendo fino a TIMPA DELLE MURGE (m. 1441) ci troviamo di fronte ad “uno straordinario monumento naturale alle Grandi Forze che plasmano il nostro pianeta” (Braschi), infatti gli affioramenti di lava solidificata con la tipica forma a cuscino (pillows lava) incantano la nostra poiché la loro forma rotondeggiante, rapendo l’immaginazione, consente quasi di visualizzare i potenti movimenti che portarono alla loro genesi: 130 milioni di anni fa, nei fondali dell’originaria Tetide Giurassica, da fessure sul fondo oceanico fuoriuscì magma fuso la cui veloce solidificazione, a causa del contatto con l’acqua, produsse sulla superficie queste rocce basaltiche a forma di cuscino; questi frammenti di crosta oceanica furono poi risollevati e trasportati dagli stessi movimenti tettonici che portarono alla formazione dell’Appennino. Oltre alla grandiosità delle forme siamo rapiti dalla spettacolarità dei colori infatti i pillow, le radiolariti, le argilliti silicifere, la comparsa, nel passaggio alla formazione sovrastante, di quarzareniti all’interno delle argilliti colorano Timpa delle Murge di un rosso ruggine dominante con delle striature di verde lucido.
Proseguendo verso nord si giunge a TIMPA PIETRASASSO (m. 1.362), da qui il panorama offre la vista della sinuosa Valle del Sarmento, ma soprattutto ci troviamo sovrastati da questo imponente dente di roccia ofiolitica alto più di
Tornati in località Casa del Conte la vista delle Gole della Garavina è così spettacolare che non si può resistere ad una piccola discesa: ancora una volta la potenza e la grandiosità della natura ci offre uno spettacolo stupefacente, questo torrente apparentemente tranquillo che scorre in queste strette gole che si sono aperte nella montagna e che scendono a strapiombo per un centinaio di metri, tra l’altro il punto da cui le osserviamo è il limite di una frana creata dall’erosione dell’impeto del torrente in piena.


Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera...
L' immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d' intorno non c'era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo...
I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l' anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati...
I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero...
E il vecchio diceva, guardando lontano:
"Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori
e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell' uomo e delle stagioni..."
Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
"Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!"
(Francesco Guccini)